Acis2

Cerca nel sito

CorriereSalute.it

  • No feeds found!

Seguimi sul canale ufficiale

youtube-new-flat-logo-4 Fotor

Il Botulino A nella terapia della vescica iperattiva: attualità e prospettive

In questa review gli autori hanno fatto una medline, dal 2000 al Settembre 2005, sulle pubblicazioni inerenti l’uso del Botulino. In 27 lavori il botulino era stato usato in pazienti con vescica iperattiva neurogena (VIN). In altri 21 lavori il botulino era stato utilizzato in pazienti con una vescica iperattiva idiopatica (VII). La maggior parte dei lavori aveva impiegato il Botox. In una minoranza era stato utilizzato il Dysport. Negli studi in cui è stato utilizzato il botulino in pazienti con VIN il tasso di continenza variava dal 73 al 90%, risultati sicuramente incoraggianti. Nei trials riguardanti la VII si sono avuti miglioramenti dei disturbi urinari e/o dei parametri urodinamici riguardanti la frequenza, il volume urinato, la urge-incontinence, il numero di episodi di incontinenza, la capacità vescicale e la qualità di vita in un’alta percentuale di pazienti. La continenza è stata ottenuta in una percentuale variabile tra il 33 ed il 91%. Nei pazienti con VII si ha una durata dei benefici di 2-9 mesi, con una media di 5-7. Nei pazienti con VIN la durata media riportata dell’efficacia sui disturbi è stata di 5,3 mesi (max 10,5 mesi). Rivedendo si è visto che di solito si ha una durata > 6 mesi.

In nessuno studio i 2 farmaci sono stati messi a confronto sicchè non si possono fare paragoni sulla durata dei risultati dei due farmaci (Botox e Dysport). 5 studi che hanno incluso pazienti con VIN e VII hanno riportato risultati simili nei due gruppi. Nel 16% di questi pazienti il residuo postminzionale era talmente elevato da richiedere cateterismo intermittente per alcune settimane e, tale da determinare una ritenzione acuta nel 5%. Vi sono vari parametri che vanno presi in considerazione quali la dose totale per paziente, il volume diluito, la dose iniettata in ogni zona ed il numero di zone vescicali trattate. Inoltre bisogna fare una distinzione fra Botox e Dysport Botox La dose più utilizzata di Botox è stata di 300 U, in alcuni studi sono state usate dosi di 50, 100, 200 e 400 U. In generale quando utilizzato in pazienti con VIN sono state impiegate dosi più elevate (200-400 U, per lo più 300 U) che nei pazienti con VII (50-300U, di solito 200U). Queste dosi sono state ben tollerate, senza particolari effetti collaterali. Il maggior effetto collaterale è stato l’infezione (4,9%), poi l’ematuria (1,6%) ed infine la ritenzione acuta (1%). Sfortunatamente mancano informazioni circa l’efficacia delle differenti dosi.

E’ possibile che il numero di zone trattate, la dose per zona trattata, e la % di diluizione del prodotto abbiano un’influenza sulla sua efficacia e sui suoi effetti collaterali. Molti studi hanno impiegato 300U diluite in 30 mL di soluzione fisiologica che sono stati iniettati in 30 zone differenti, ma vi sono anche studi dove sono state eseguite 10, 20 o 40 iniezioni. Un’altra variazione consiste nell’aumentare la dose iniettata in ogni zona diminuendo il numero di zone trattate. In uno studio hanno randomizzato 300 U in 10 o 30 zone e non si sono viste variazioni dell’efficacia del farmaco. Iniettandolo in sole 10 zone certamente la procedura è stata più rapida e meno dolorosa. Un’altra variabile è il diluente per 100 U di Botox e di qui il volume usato per ogni iniezione. Nella maggior parte degli studi è stato iniettato 1 ml di prodotto per zona. In nessuno studio sono stati confrontati differenti volumi iniettati. Nella maggioranza dei lavori pubblicati si sono impiegate 10 U per zona in 1mL ciascuna con un numero di 30 zone trattate. Un altro punto riguarda se il trigono vada iniettato o no.

Nella maggior parte dei casi è stato risparmiato, comunque sia non si conosce la relativa efficacia nel trattare anche il trigono. Dysport I protocolli di somministrazione del Dysport seguiti nei diversi studi sono così variabili fra loro da non permettere alcuna conclusione. Conclusioni L’efficacia del Botulino A è provata da diversi studi, ma studi clinici randomizzati sono necessari per stabilire la dose ottimale, il numero di zone da iniettare, il volume da diluire, la quantità di farmaco da impiegare per zona e se il trigono vada trattato o meno. L’efficacia di 300 U somministrate in 30 zone sembra ben stabilita, anche se alcuni dati sembrerebbero affermare che 200 U sono altrettanto efficaci. Dosi più elevate vanno sicuramente valutate ulteriormente